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Luca Flagiello Fotografo Napoli – Blog News | October 17, 2019

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Il chiostro maiolicato di Santa chiara

Il chiostro maiolicato di Santa chiara

Il chiostro è opera del 1739 di Domenico Antonio Vaccaro.
In questo periodo si diede inizio ad un cambiamento che riguardò tutto il complesso monastico voluto dalla dinastia angioina, con il quale si cancellò tutto il circondario originario composto da edifici religiosi nonché gli interni gotici, a scapito di forme artistiche barocche.
Il chiostro fu completamente trasformato da Domenico Antonio Vaccaro, che mantenne la struttura gotica ridisegnando solo il giardino decorato da preziose “riggiole” maiolicate di Donato e Giuseppe Massa, che riprendono paesaggi e scene bucoliche napoletane. Durante questi interventi le fontane trecentesche che un tempo abbellivano la chiesa, furono portate all’esterno ed una di queste fu completamente circondata da un “mare maiolicato”.
Il bombardamento aereo del 1943 che distrusse buona parte dei locali della vicina basilica, non riuscì però a deturpare il chiostro delle Clarisse di Santa Chiara e quindi, restando quasi completamente immune, rimane assieme a due cappelle della basilica ed al suo pavimento di Ferdinando Fuga una delle testimonianze barocche del monastero.
Il chiostro vede lungo il porticato 72 pilastri di varia grandezza e di forma ottagonale sormontati da archi a sesto acuto con volte a crociera. Alle pareti sono presenti cicli di affreschi barocchi di ignoto autore su Storie francescane, mentre sul lato interno del porticato vi sono muretti decorati con paesaggi.
Il chiostro è attraversato da due viali in croce su un piano sollevato rispetto a quello dei portici,completando la grandiosa opera di trasformazione con 64 pilastri maiolicati con figure di fiori e frutta di forma ottagonale. I viali che dividono il giardino sono fiancheggiati da sedili e colonne rivestiti anch’essi da maioliche con Paesaggi, Scene campestri, Scene mitologiche ed infine scene di vita quotidiana della Napoli del Sei e Settecento che raccontano cosa succedeva all’esterno del complesso attraverso rappresentazioni della città e le sue allegorie che comunque rimandano ai quattro elementi: terra, aria, fuoco e acqua.
Sul lato di servizio del chiostro, a nord, era disposto invece un cimitero, poi scomparso durante i rifacimenti settecenteschi.